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    April 23

    Gianni Rivera

    Gianni Rivera

    Gianni Rivera
    Dati biografici
    Nome Giovanni Rivera
    Nato 18 agosto, 1943
    Alessandria
    Paese {{{paese nascita}}}
    Nazionalità bandiera Italia
    Passaporto {{{passaporto}}}
    Morto
    Altezza 175 cm
    Peso 68 kg
    Dati agonistici
    Disciplina Calcio
    Specialità {{{specialità}}}
    Categoria {{{categoria}}}
    Record
    Ranking {{{ranking}}}°
    Ruolo trequartista
    Squadra
    Ritirato 1979
    Carriera
    Giovanili
    Alessandria
    Squadre professionistiche
    1958-1960 Alessandria 26 (6)
    1960-1979 Milan 501 (122)
    Totale Serie A 8° class. presenze
    37° class. marcatori
    527 (128)
    Nazionale
    1962-1974 Bandiera dell'Italia Italia 60 (14)
    Carriera da allenatore
    Incontri disputati

    {{{rigavuota}}}

    Palmarès
     Mondiali di calcio
    Argento Messico 1970
     Europei di calcio
    Oro Italia 1968
    Statistiche aggiornate al gennaio 2008
    Il simbolo → indica un trasferimento in prestito
    Rivera con la Coppa Italia vinta nel 1977 dal Milan
    Rivera con la Coppa Italia vinta nel 1977 dal Milan
    « …di colpo, dalle nubi squarciat’ come da due potenti mani spunta il crapino di Dio - un bell’uomo, sui quarant’anni - che dice: “Gianni Rivera, ciapp’ questo pallone, un Tango, e vai in giro per il mondo a insegnare il giuoco del calcio!” »
    Un giovane Rivera nei primi anni '60
    Un giovane Rivera nei primi anni '60
    Schiaffino e Rivera nel 1960
    Schiaffino e Rivera nel 1960

    Giovanni Rivera - detto Gianni - (Alessandria18 agosto 1943) è un ex calciatore e politico italiano.

    Nel ruolo di mezz'ala/regista è stato uno dei giocatori più apprezzati di tutti i tempi.

    È stato il primo calciatore italiano a vincere il Pallone d'Oro (nel 1969), premio istituito dalla rivista francese France Football e attribuito annualmente al miglior giocatore militante in una squadra iscritta all'UEFA, in base ai voti di una giuria composta da giornalisti specializzati.

    Tra i soprannomi con cui divenne noto durante la sua carriera, si ricordano Golden boy - "ragazzo d'oro" del calcio italiano - e Abatino, quest'ultimo coniato per lui dal giornalista sportivo Gianni Brera in riferimento alla gracilità fisica cui si accompagnava un acume paragonabile a quello dei grandi abati medioevali, e alludendo al suo modo di giocare in souplesse, vagamente "apollineo", che presupponeva di incaricare altri del lavoro pesante (il suo "gregario" preferito era Giovanni Lodetti, che pure avrebbe avuto piedi da regista), riservando a sé le finalizzazioni da fuoriclasse.

    Carriera calcistica

    Club

    Scoperto da Franco Pedroni, ex difensore del Milan e allenatore dell'Alessandria, nel 1959 esordì in Serie A - a sedici anni non ancora compiuti - con la maglia della formazione piemontese nella partita Alessandria -Inter terminata 1-1.

    È ricordato come uno dei più eleganti giocatori della nazionale di calcio italiana e del Milan e da molti viene considerato il più grande giocatore italiano del dopoguerra. Dotato di un fisico tutt'altro che possente, la sue armi vincenti erano l'eleganza, la straordinaria visione di gioco, la capacità di rifornire gli attaccanti con passaggi imprevedibili e di millimetrica precisione.

    Con il Milan, in cui militò dal 1960 per 19 stagioni, giocò complessivamente 650 partite segnando 160 gol, pur non essendo un attaccante puro, ma un "regista" (è considerato il "numero 10" per antonomasia dai tifosi milanisti) e vincendo, nel 1973, la classifica cannonieri, a pari merito con Paolo Pulici e Giuseppe Savoldi, con 17 gol segnati.

    Con i rossoneri di Milano centrò tre titoli nazionali (1962, 1968 e 1979), quattro Coppe Italia (1967, 1972, 1973 e 1977), due Coppe dei Campioni (1963 e 1969), una Coppa Intercontinentale (1969) e due Coppe delle Coppe (1968 e 1973).

    Gianni Rivera è stato il primo italiano a conquistare, nel 1969, il Pallone d'oro, il prestigioso trofeo assegnato dalla rivista "France Football". Trofeo che già aveva sfiorato nel 1963 a soli 19 anni, quando arrivò secondo soltanto al grande portiere russo Yashin, ormai a fine carriera e che, probabilmente, "doveva" vincere.

    Capitano della squadra per dodici stagioni e dotato di una garbata ma sempre lucida capacità critica e a volte polemica, è stato fra i primi giocatori italiani a polemizzare apertamente con giornalisti, arbitri, dirigenti (memorabile la sua lunga querelle col presidente Buticchi), in un'epoca nella quale i calciatori raramente osavano uscire, nelle loro dichiarazioni pubbliche, dal ristretto ambito delle questioni di gioco.

    Ritiratosi dall'attività sportiva all'indomani della conquista del decimo scudetto del Milan nel 1979, è stato vicepresidente del Milan fino al 1986, quando i dissapori con il neo-presidente Silvio Berlusconi determinarono la risoluzione del rapporto con la società. In questo periodo la società ha subito le due retrocessioni (quella per il totonero del 1980 e quella sul campo del 1982, maturata negli ultimi minuti del campionato), che hanno segnato in negativo la storia del club.